Saldi estivi nella Tuscia
si parte il 5 luglio
La caccia al prezzo ribassato inizierà nel Lazio e nel nostro territorio sabato prossimo e andrà avanti fino al 15 agosto.
In un periodo di crisi economica come quello che stiamo passando, per molti i saldi estivi rappresenteranno un momento per fare acquisti cercando la classica occasione. Anche quest'anno i saldi della bella stagione saranno anticipati, così com'è stato fatto per quelli invernali.
Da parte di chi ha deciso questa misura c'è l'intenzione di permettere gli acquisti estivi anche durante la stagione in corso, portando maggiori incassi alle imprese d'abbigliamento.
"E' da tempo" dice Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti di Viterbo "che cerchiamo di fare chiarezza intorno alla convinzione che anticipando i saldi si producono maggiori ricavi per le aziende. In realtà non è così. Anzi. I fatturati, alla fine della stagione, continuano ad assottigliarsi, perché i problemi che riguardano il calo di affari del settore moda vanno risolti con misure strutturali. Tra queste il calo della pressione fiscale sulle imprese e misure per difendere il potere d'acquisto della gente".
Per la Fismo-Confesercenti, l'organo di rappresentanza del settore moda dell'ente del presidente Peparello, inoltre, è fondamentale che i saldi si svolgano nel rispetto delle regole previste dalla normativa: mostrare chiaramente il prezzo iniziale, la percentuale di sconto proposta ed il prezzo finale, garantire la qualità del prodotto, proporre dei ribassi ragionevoli e rivolgersi ai propri esercenti di fiducia. La Fismo invita, inoltre, a diffidare di saldi eccessivi, che in certi casi toccano anche l'80%, perché possono nascondere un capo d'abbigliamento di qualità non ottima.
"Quello che lamentiamo da anni " continua Peparello "è il disorientamento della clientela di fronte a tanti periodi di ribasso dei prezzi che esistono durante l'anno. Non solo i classici saldi, ma anche campagne promozionali di altro tipo in cui è ancora più difficile controllare che gli sconti fatti permettono di garantire e tutelare la qualità della merce venduta. Un altro serio problema, poi, è l'invasione di prodotti stranieri, di cui è praticamente impossibile garantire il giusto rapporto qualità-prezzo e il posto preciso di origine. Servono misure che promuovano e difendano il made in Italy, altrimenti rischiamo che il calo di fatturato delle aziende italiane nel settore dell'abbigliamento, ma non solo, continui e ne facciano le spese anche tutti coloro che lavorano in queste imprese".
Per migliorare ulteriormente questa situazione, infine, il presidente della Confesercenti provinciale ribadisce quanto proposto ormai da anni dalla Fismo nazionale.
"Sarebbe salutare uniformare su tutto il territorio nazionale" conlude Peparello "la data dei saldi, in modo di evitare le migrazioni da una regione all'altra di chi vuole acquistare a prezzo ridotto: questo è auspicabile per ridurre il problema del disorientamento della clientela e dare slancio alla ripresa delle vendite da nord a sud".
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